PALIO DELLE OCHE
di San Vincenzo Ferreri


Il PALIO DELLE OCHE, istituito nel 2019 dall’associazione aps La Compagnia del Bosco ed il Comitato delle Contrade, in collaborazione con l’arc Pro San Vincenzo Ferreri, è una manifestazione di elevato spessore socio culturale, che in pochi anni ha saputo coinvolgere numerose persone, mostrando una ampia partecipazione da parte della popolazione locale a sostegno della macchina organizzativa e fungendo da richiamo turistico.

Si rifà alle tradizioni medievali ed agli eventi che nei decenni e nei secoli scorsi hanno contraddistinto le celebrazioni in onore di San Vincenzo Ferreri.
Il Palio delle Oche si svolge l’ultima Domenica di Aprile in occasione delle festività di San Vincenzo Ferreri e nasce da una leggenda, la quale narra che alla fine del XV secolo, il borgo di Campomarino abitato da pescatori e coltivatori, fu messo a ferro e fuoco dall’invasione dell’esercito turco.
La notte dello sbarco dell’esercito albanese, guidato dal principe Skanderberg, chiamato dagli Aragonesi per disfarsi definitivamente della presenza turca, il popolo campomarinese si salvò da morte certa grazie alle oche, che per consuetudine popolavano i cortili del paese.

Come abili sentinelle avvertirono il pericolo e repentinamente allertarono gli abitanti starnazzando in ogni dove e radunandosi, si portarono dietro gli abitanti ancora confusi per quanto stava accadendo.
Dalle vie ramificate, si radunarono, giunsero tutte davanti alla Chiesa e si rifugiarono sotto la statua di San Vincenzo, conducendo in salvo la popolazione che si nascose nella cripta.
In memoria di quella notte, a partire dall’ A.D. MMXIX, l’ultima domenica di Aprile, ricorre la competizione del “Palio delle Oche”.

Per l’occasione il paese è vestito a festa con i colori delle nove Contrade. Nel giorno del Palio i contradaioli attendono festosi il passaggio del Corteo Storico, capeggiato dal gruppo storico MAGISTER ANSERIS, con sbandieratori, musici, cavalieri, gentil dame e paggetti per il RADUNO DELLE CONTRADE, giungendo in Piazza Vittorio Veneto per dare inizio al CERIMONIALE.
Il Corteo Storico è caratterizzato dalla partecipazione di numerosi gruppi storici dei comuni limitrofi “gemellati”, che attraverso abiti storici di magnifica fattura, contribuiscono all’affascinante spettacolo della rievocazione del Palio delle Oche.

Il corteo aperto da sbandieratori e musici annuncia il passaggio dei nobili Di Capua: Andrea (d’Altavilla), Conte di Campomarino alla fine del 1400 e la consorte Maria d’Ayerba, della casa reale Aragonese, preceduti dalla prole e paggetti, seguiti dal gonfalone del Magister con i suoi Vassalli, per chiamare a raccolta le nove contrade del paese.

Il CERIMONIALE si apre con la BENEDIZIONE DELLE OCHE, condotte dinanzi al sagrato della chiesa di Santa Maria a Mare con carretti in stile medievale.
Di seguito la PARATA DEI GONFALONI, dove gli schieramenti delle nove contrade percorrono il tracciato di gara, dando lustro ai propri stendardi.

Si giunge nuovamente in Piazza Vittorio Veneto, dove il Magister Anseris, figura emblematica del Palio delle oche, dà il via all’ESTRAZIONE DEI BUSSOLOTTI che determina gli accoppiamenti delle tre gare iniziali.
La fase più solenne del cerimoniale è il GIURAMENTO DEI CONDUTTORI. I conduttori che gareggiano giurano sulla lealtà e sul rispetto delle regole del PALIO DELLE OCHE.
La competizione si svolge lungo il percorso che parte da Piazza Vittorio Veneto ed arriva all’imbocco della Chiesa di Santa Maria a Mare, in prossimità del sagrato.

L’oca della contrada che giunge prima al traguardo, si aggiudica il PALIO DELLE OCHE, portato con orgoglio dai contradaioli vittoriosi, durante la processione di San Vincenzo Ferreri.

Al fine della salvaguardia e della tutela della manifestazione è istituito un comitato popolare denominato “Comitato delle Contrade”, dove vengono dettate le regole e gli schemi operativi del Palio.
L’articolato schema del cerimoniale e lo spettacolo garantito dalla corsa delle oche, rende questa rievocazione storica, una delle tradizioni popolari nazionali di particolare unicità e di formidabile attrattiva.
𝕮𝖔𝖒𝖎𝖙𝖆𝖙𝖔 𝖉𝖊𝖑𝖑𝖊 𝕮𝖔𝖓𝖙𝖗𝖆𝖉𝖊




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